Il cristianesimo da culto proibito a religione dell’impero romano
La nascita del potere della chiesa nel IV sec. d.C.
Area 15 – Scienze teologico-religiose
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SINTESI
Nel 313 quando fu emanato l’editto di Costantino, i cristiani costituivano non più del 10% della popolazione dell’impero romano. Alla fine del IV secolo, mentre la chiesa acquisiva autorità e potere grazie all’appoggio degli imperatori, i cristiani erano la grande maggioranza ed occupavano posizioni di rilievo in ambito amministrativo, politico e militare. Come riuscì un gruppo, per quanto coeso e battagliero, a raggiungere in meno di settant’anni una posizione di egemonia e poi di assoluto predominio? Perché i cristiani, dimenticando le persecuzioni subite, cominciarono a perseguitare eretici, ebrei e pagani? Cosa indusse Costantino a scommettere sulla minoranza cristiana? In che cosa l’impero ormai cristiano fu realmente diverso da quello pagano? Senza la pretesa di percorrere sentieri inesplorati, viene analizzata l’evoluzione dei rapporti tra chiesa e impero romano nel IV secolo, mediante l’esame di legislazione dinamiche sociali, costumi, liturgie, ideologia e cultura. Al lettore la valutazione di quanto ancora oggi tali equilibri continuino a pesare nei rapporti tra chiesa e stato.
| pagine: | 456 |
| formato: | 17 x 24 |
| ISBN: | 978-88-548-3432-3 |
| data pubblicazione: | Settembre 2010 |
| marchio editoriale: | Aracne |
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